La stagione 1945 del soldato scelto Harrison Dillard / The 1945 season of Pfc Harrison Dillard
| London 1948 | 100m | 1st 10.3 =OR |
| London 1948 | 4x100 USA | 1st 40.6 |
| Helsinki 1952 | 110m H | 1st 13.7 OR |
| Helsinki 1952 | 4x100 USA | 1st 40.1 |

ASAI Bruno Bonomelli
Archivio Storico dell'Atletica Italiana
| London 1948 | 100m | 1st 10.3 =OR |
| London 1948 | 4x100 USA | 1st 40.6 |
| Helsinki 1952 | 110m H | 1st 13.7 OR |
| Helsinki 1952 | 4x100 USA | 1st 40.1 |

Gianni Galeotti è iscritto in quell’elenco di “infettivi” che il virus dell’atletica ce l’hanno nel sangue e sono da tempo incurabili. Elenco che va riducendosi di giorno in giorno, lasciando il posto a profittatori, furbastri, incapaci e, soprattutto, somari.
Gianni Galeotti, in più, oltre ad amare l’atletica, è innamorato della sua terra, il Reggiano, dove, tra l’altro, vengono prodotte le forme del formaggio più buono del mondo.
Altro dettaglio sul soggetto: G.G. è conosciuto universalmente nell’orticello dell’atletica leggera come uno dei più stimati filatelici, specializzato, in particolare, nella collezione di francobolli relativi ai Giochi Mondiali Universitari. Ma non solo: gli assidui soci dell’Assemblea annuale ASAI (pochi, come da triste copione) ricorderanno la eccezionale esposizione nel Palazzo dei Principi, a Correggio, nel 2008. Apprezzatissimo anche il suo contributo con pochi rari “pezzi” ad una mostra sulla maratona, organizzata qualche mese fa nella Cantina Vitivinicola Peri Bigogno, di Castenedolo, alle porte di Brescia.
Dal connubio atletica-terra natia ecco il nuovo parto cartaceo del nostro, nostro per davvero, essendo stato fra i primi ad aderire alla proposta di creare l’Archivio Storico, come socio fondatore: “Atletica a Reggio Emilia, 100 anni di storia”, un corposo volume di 276 pagine.
È stato, è e continuerà ad essere “il progetto”, non uno qualsiasi, del nostro Archivio, concepito fin quasi dai primi vagiti e subito svezzato, seppure fra non poche difficoltà. Quel primo volume – qualcuno direbbe volumetto, noi rispondiamo non tanto piccolo e ricchissimo di contenuti – vide la luce quando ancora era in vigore la lira, ottobre 1997. Titolo: “1897, cento anni fa un giorno d’ottobre”, storia e cronaca del primo Campionato italiano pedestre, che vide la luce grazie al generoso intervento di un amico bresciano.
Il progetto dell’ASAI era di dar vita ad una collezione di pubblicazioni che ricostruissero la storia dei Campionati italiani di atletica leggera, ricordando le minuziose ricerche di Bruno Bonomelli che, primo, investigò i nostri Campionati nazionali attraverso i giornali e le riviste di larga parte d’Italia, raccogliendo voci e testimonianze che nei suoi anni ancora erano presenti. Un progetto che voleva essere, dunque, anche un omaggio al “maestro”.
Passo a passo, con l’aiuto di amici privati esterni e pochi soci “interni” che non hanno avuto paura di mettersi le mani in tasca, la collezione ha camminato: dopo quella prima monografia del 1897, sono venuti 1898-1912, 1913-1920, 1921-1924, 1925-1928.
E adesso il sesto volume, il più corposo con le sue 162 pagine: “1929-1932: Luigi Beccali, la goliardia e il mito dell’uomo integrale”, il titolo di questo ricco lavoro a più mani.
È con profonda commozione che l’ASAI annuncia la scomparsa del prof. Luciano Fracchia, deceduto sabato pomeriggio, nella sua amata Asti.
Luciano era stato uno dei soci fondatori della ASAI, quel 1º maggio 1994, al Novotel di Brescia. Non aveva fatto mancare mai, finchè le condizioni fisiche glielo avevano consentito, la sua presenza alle nostre riunioni annuali. Grande emozione aveva provato quando il Consiglio Direttivo aveva deciso di organizzare l’Assemblea ad Asti: aveva partecipato dal primo all’ultimo minuto con serenità e amicizia.
Galantuomo come ne esistono pochi anche nel nostro mondo sportivo, era una autorità mondiale nel campo del film atletico. Non è esagerato dire: il migliore al mondo. Sempre sul terreno con il suo pettorale nelle più grandi manifestazioni del nostro sport, attento, vigile, discreto. Inseparabile dalla sua amatissima cinepresa. Così, quelli di noi che gli sono stati spesso compagni di viaggio, lo ricorderanno sempre.
La Presidenza, il Consiglio Direttivo e i soci tutti esprimono ai familiari di Luciano le più affettuose condoglianze.
Durante l’Assemblea di Montecatini lo scorso aprile 2010, furono decisi cambiamenti significativi riguardo ad alcuni problemi che hanno risvolti sulla vita associativa.
Anzitutto la sede funzionale dell’ASAI. Essendo sparito ormai da parecchi anni, come sede “fisica”, il Centro Studi ASSI Giglio Rosso a Firenze, si è valutata la opportunità di avere un’altra sede permanente. In attesa delle opportune e inevitabili modifiche statutarie, è stato deciso di cambiare, al momento, la sede postale.
Pertanto, a partire dal 1º gennaio 2011, tutta la normale corrispondenza, le richieste o l’invio di pubblicazioni, devono essere fatti al seguente indirizzo:
ASAI – Archivio Storico dell'Atletica Italiana “Bruno Bonomelli”
Via Monsignor Giacomo Tavernini, 35
25080 Navazzo di Gargnano (Brescia)
Si è provveduto anche a chiudere il c/c postale nell’Ufficio di Firenze. Sempre a partire dall’inizio dell’anno, chiunque voglia versare un contributo a favore dell’Associazione o ricevere nostre pubblicazioni dovrà inviare l’importo tramite
un bonifico bancario alla Cassa Padana BCC, filiale di Gambara
cod. IBAN IT91 N083 4054 5210 0000 0104 696
indicando come beneficiario ASAI Archivio Storico dell’Atletica Italiana Bruno Bonomelli con indicata la pubblicazione desiderata ed il recapito postale per la spedizione